Sono troppo suggestionabile
Cos’è l’isola di niente?
E’ un vecchio disco della PFM, uno di quegli splendidi tentativi di fare musica in modo diverso da tutto quello che era stato prima, in Italia.
Ma non solo. L’isola di niente è anche, e soprattutto (per quel che mi riguarda), un (non) luogo fatto di suoni, colori, suggestioni, umori, entusiasmi e sconforti.
Come è fatta l’isola è presto detto, poco lavoro per i cartografi: c’è un’unica, piccola spiaggia di sabbia fine e rovente, verso sud; c’è un bosco di cedri, una sola, verde collina, a nord una scogliera frastagliata, come il morso sanguinante del predatore nel collo rassegnato della preda, distacco troppo netto tra terra e mare.
E poi c’è il faro. Unico testimone di una (in)civiltà che ben presto si è dimenticata di lui, incapace di vedere il sentimento delle cose. Oggi si accende solo quando gli va, e provateci voi a fargli cambiare idea.
Su quest’isola non c’è niente, non ci sono “famosi”, nè talpe, nè fattorie. Eppure, a ben guardare, anche questo è un reality show, un reality al contrario.
Anche da qui si vede la verità. Ma con i miei occhi. E’ la mia verità.
Io so la mia verità
E voglio usare il cranio come un archibugio
Per sparare la mia verità
Che non è inchiostro nero ma sangue che grandina gioia
La mia verità è come una finestra nel vuoto
Inchiodata ai suoi cardini
La mia verità
Linea di protezione e coerenza ai deserti che cambiano
Ma sono suggestionabile, sono troppo suggestionabile
Siamo troppo suggestionabili
Infantili ed interpretabili, Siamo troppo suggestionabili
Ci muoviamo ma siamo immobili, Siamo troppo suggestionabili
Io so la mia verità
Sono passato in mezzo agli inferni alle mie pazzie
Ma è la mia verità
E spero possa esploderti in faccia spaccarti la testa
La mia verità
Nell’ostinazione a cercarmi a ferirmi a capirmi
La mia verità
Rinnegare i padri le madri le bocche gli stomaci
Ma sono suggestionabile, sono troppo suggestionabile
Siamo troppo suggestionabili
Infantili ed interpretabili, Siamo troppo suggestionabili
Ci muoviamo ma siamo immobili, Siamo troppo suggestionabili
Io so la mia verità e voglio andare in fondo a tutto quello che so
Io voglio assaporare ogni secondo che avrò
Perchè io sono un uomo
Io sono insicuro
Io sono il padre la madre il figlio
Io sono il vertice io sono l’assoluto
Io sono il genio io sono il mio assassino
Ma sono l’unica cosa che mi rimane
Io sono l’ultima cosa che ho
Sarò la prima cosa che avrò
Suggestionabili – Paolo Benvegnù
E’ un vecchio disco della PFM, uno di quegli splendidi tentativi di fare musica in modo diverso da tutto quello che era stato prima, in Italia.
Ma non solo. L’isola di niente è anche, e soprattutto (per quel che mi riguarda), un (non) luogo fatto di suoni, colori, suggestioni, umori, entusiasmi e sconforti.
Come è fatta l’isola è presto detto, poco lavoro per i cartografi: c’è un’unica, piccola spiaggia di sabbia fine e rovente, verso sud; c’è un bosco di cedri, una sola, verde collina, a nord una scogliera frastagliata, come il morso sanguinante del predatore nel collo rassegnato della preda, distacco troppo netto tra terra e mare.
E poi c’è il faro. Unico testimone di una (in)civiltà che ben presto si è dimenticata di lui, incapace di vedere il sentimento delle cose. Oggi si accende solo quando gli va, e provateci voi a fargli cambiare idea.
Su quest’isola non c’è niente, non ci sono “famosi”, nè talpe, nè fattorie. Eppure, a ben guardare, anche questo è un reality show, un reality al contrario.
Anche da qui si vede la verità. Ma con i miei occhi. E’ la mia verità.
Io so la mia verità
E voglio usare il cranio come un archibugio
Per sparare la mia verità
Che non è inchiostro nero ma sangue che grandina gioia
La mia verità è come una finestra nel vuoto
Inchiodata ai suoi cardini
La mia verità
Linea di protezione e coerenza ai deserti che cambiano
Ma sono suggestionabile, sono troppo suggestionabile
Siamo troppo suggestionabili
Infantili ed interpretabili, Siamo troppo suggestionabili
Ci muoviamo ma siamo immobili, Siamo troppo suggestionabili
Io so la mia verità
Sono passato in mezzo agli inferni alle mie pazzie
Ma è la mia verità
E spero possa esploderti in faccia spaccarti la testa
La mia verità
Nell’ostinazione a cercarmi a ferirmi a capirmi
La mia verità
Rinnegare i padri le madri le bocche gli stomaci
Ma sono suggestionabile, sono troppo suggestionabile
Siamo troppo suggestionabili
Infantili ed interpretabili, Siamo troppo suggestionabili
Ci muoviamo ma siamo immobili, Siamo troppo suggestionabili
Io so la mia verità e voglio andare in fondo a tutto quello che so
Io voglio assaporare ogni secondo che avrò
Perchè io sono un uomo
Io sono insicuro
Io sono il padre la madre il figlio
Io sono il vertice io sono l’assoluto
Io sono il genio io sono il mio assassino
Ma sono l’unica cosa che mi rimane
Io sono l’ultima cosa che ho
Sarò la prima cosa che avrò
Suggestionabili – Paolo Benvegnù
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