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L'isola di niente...

L'isola di niente è quella che hai trovato per caso, un giorno in cui non avevi nulla da fare. E' quel posto che ti fa sentire bene perchè lo senti solo tuo, in cui non c'è niente da vedere ma da cui tu puoi vedere tutto.
 

Le parole del mare

Non è facile, starsene qui, a guardare il mare.
Appollaiato su una scogliera, se minaccia di piovere; ai piedi di un cedro, sotto il sole di mezzogiorno, con le labbra di sale e la pelle divenuta cuoio; camminando sul bagnasciuga, all’alba di un giorno sempre uguale, o dietro i vetri del faro nelle notti di tempesta, quando tutto è nero, il cielo fuso al mare, e il fascio di luce sembra lottare per non farsi inghiottire.
Non è facile vedere.
Non dico al di là del mare, no, non pretendo tanto.
Non è facile vedere al di là dei propri occhi, al di fuori di sè.
Ecco, il problema è in un certo senso questo qui, che quando stai cercando di uscire veramente da te, c’è sempre qualcosa che ti acchiappa e tiene dentro, sempre dentro.
Il mio è un egocentrismo forzato, cronico, direi quasi patologico.
Voglio scoprire dove finisco io e dove comincia il resto dell’infinito.
Voglio scoprire se io finisco davvero.
E’ per questo che parlo col mare.
E il mare mi risponde.
Il mio mare è come me.
Il mio mare ha le sue voci, i suoi stati d’animo, le sue storie da raccontare, i suoi abissi che nemmeno lui osa confessare, e le sue spiagge, inutili tentativi di uscire da se stesso.
Il mio mare mi parla con le canzoni...

Le cinque canzoni del mio mare:

Song to the Siren – Tim Buckley
Sea Song – Robert Wyatt
Il Mare Verticale – Paolo Benvegnù
Disappointed in the Sun – Deus
I’m the Ocean – Neil Young & Pearl Jam

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