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L'isola di niente...

L'isola di niente è quella che hai trovato per caso, un giorno in cui non avevi nulla da fare. E' quel posto che ti fa sentire bene perchè lo senti solo tuo, in cui non c'è niente da vedere ma da cui tu puoi vedere tutto.
 

Pillole dal faro, 3° puntata


"Compiti a casa. Cosa ti piace di più della parte di te che si è evoluta meno e che ha bisogno ancora di parecchio lavoro?"

Ho sempre detto di non aver mai creduto agli oroscopi. Credo di aver sempre mentito. Altrimenti perchè, per anni, li avrei letti in maniera così assidua, avida (ma sempre con finta distrazione), in cerca di qualche spiraglio che potesse rivelare la possibilità di tramutare la mia vita in una marcia trionfale di sogni realizzati?
Oggi non mi premuro più di dissimulare alcun interesse verso l’astrologia, e ammetto candidamente la mia debolezza. Questo grazie a Rob Brezsny: non so se sia uno dei migliori astrologi del mondo, ma di certo è quello più intrigante, simpatico, colto, e che scrive meglio, e questo mi basta. Il suo oroscopo lo si può leggere su Internazionale, ogni venerdì in edicola, oppure qui.
Che poi, come si fa a misurare la bravura di un astrologo? A me personalmente non piacciono quelli che ti dicono: “Vergine – bene la salute, tensioni col partner, soddisfazioni sul lavoro”. Cazzo significa? Ti danno l’andamento del tuo portafoglio azionario? E poi, se le cose sono davvero così, te ne rendi conto benissimo da solo, senza che te lo dicano loro; se invece, per esempio, con la tua ragazza va benissimo e uscite a cena, ti aspetti di litigare da un momento all’altro, interpreti male ogni risposta (mio Dio, ha detto che non beve vino, forse ce l’ha con me perchè non le ho chiesto come è andato lo studio, o forse non mi sono ricordato che oggi è... l’anniversario della prima volta che... siamo usciti di giovedì, oppure... oh no, non avrà mica messo un maglione nuovo e io non l’ho notato... i capelli! Forse sono un po’ diversi, stasera, ma giusto un pochino...) e finisce che le tensioni si creano davvero.
A me piacciono quelli che ti fanno sorridere e pensare, che ti obbligano a farti qualche domanda su te stesso, come la frase all’inizio, che bisogna leggerla due o tre volte per capire bene cosa ti chiede, ma alla fine scopri sempre che c’è qualcosa di veramente tuo, lì dentro.
Tanto, in fondo, è solo un oroscopo...

Non so perchè mi ostino a guardare la televisione, dovrei proprio smetterla.
Comunque:
Ieri sera al Tg5 (va beh, lo so, me le vado a cercare...):
- Non una parola sulla guerriglia nelle repubbliche caucasiche (ieri sono morte almeno venti persone)
- Non una parola sul terremoto in Pakistan (scommessa vinta alla grande, con largo anticipo)
- Lungo servizio sull’ennesima separazione tra Valeria Marini e Vittorio Cecchi Gori, con tanto di citazione tra le notizie principali nel sommario, con il titolo: “Valeria lascia Vittorio, chi videochiamerà per primo?”
Ma siamo proprio così coglioni?

- Ieri a Brescia, la polizia ha fermato Lawrence Ferlinghetti , 86 anni, poeta padre della Beat Generation, scopritore ed editore, tra gli altri, di Ginsberg e Kerouac.
In Italia per una conferenza, secondo la “Bossi-Fini”, Ferlinghetti, è un clandestino, visto che non ha comunicato il suo spostamento alle autorità.
I poliziotti hanno detto di non essere tenuti a sapere chi è Ferlinghetti (vero, e poi è sempre meglio tenerlo al sicuro, questo pericoloso clandestino ottantenne).
Ferlinghetti, dal canto suo, in visita alla casa natale del padre e poi ritrovatosi in manette, non era tenuto a conoscere la “Bossi-Fini”.
Ci troviamo di fronte a due diverse forme di ignoranza. La più grave, stabilitela voi.
E’ evidente che, come ha detto Enrico Vaime (un mistero come a quest’uomo sensato sia ancora data la possibilità di parlare in tv, anche se per cinque minuti alle sette del mattino), siamo un paese rozzo, che tratta alla stregua di un criminale uno dei più grandi uomini di cultura viventi mentre visita umilmente la casa del padre (in un posto civile come minimo gli avrebbero dato la cittadinanza onoraria, ma da mo’), ma che si preoccupa delle sorti dei (non) famosi dell’isola, commuovendosi dinnanzi alle lacrime di un ballerino ossigenato, indimenticato interprete del Tuca Tuca.
Di questo (e molto altro) ha scritto di recente anche Massimo Del Papa , uno dei giornalisti più scomodi (per tutti) che abbiamo in Italia.
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