Sea Song - Robert Wyatt

Prologo:
Giugno 1973: un uomo precipita da una finestra, al quarto piano, e si schianta al suolo.
L’uomo non muore, ma riporta la frattura della spina dorsale, e perde per sempre l’uso di tutto ciò che si trova sotto la cintola.
Quell’uomo si chiama Robert Wyatt, di mestiere fa il batterista, uno dei più geniali e inventivi in circolazione; ma non solo: è uno degli iniziatori di quella che viene chiamata “scena di Canterbury”, è stato anima dei Soft Machine, ha dato alle stampe un disco solista in cui ha scoperto di avere una voce capace di fragili acrobazie, ha fondato una nuova band con cui ha inciso due splendidi album. Questa band si chiama Matching Mole, e dopo due anni di silenzio, si appresta a tornare in studio per un nuovo disco, a cui Wyatt ha lavorato da solo. La sera prima di iniziare le prove, c’è una festa, e Wyatt beve tanto, decisamente troppo, tanto da non vedere una finestra e passarci attraverso come niente fosse.
Nel 1974, otto mesi dopo l’incidente, comincia a dar forma al materiale rimasto in sospeso o in parte elaborato in ospedale, durante la convalescenza. La nuova condizione sarà un filtro inevitabile a tutto ciò che era in nuce all'inizio del '73.
"Il dottore era stupefatto. Mi disse: ‘Doveva essere proprio ubriaco per rimanere così rilassato mentre cadeva dal quarto piano'. Se fossi stato appena un po' più sobrio, probabilmente oggi non sarei qui: avrei teso tutto il corpo per la paura e quindi mi sarei fracassato".
Robert Wyatt
C’è un punto, nella Fossa delle Marianne, dove si raggiunge la maggiore profondità marina: circa 11.000 metri.
E’ il fondo dell’Oceano.
Il posto dove non è possibile concepire alcuna forma di vita "normale"; possiamo solo immaginare l'esistenza di una flora o di una fauna dalle caratteristiche assolutamente ignote. È quello il regno che si pone come ideale confine tra il "reale" e il "fantastico"; ed è lì che ci conduce Rock Bottom, disco capolavoro di un artista senza eguali.
“Rock Bottom”, ovvero “fondali rocciosi”, ed è lo stesso Wyatt ad indicare il nesso tra la genesi del lavoro e il mare: "Questa musica cominciò a nascere a Venezia, durante l'inverno del 1972, sull'isoletta della Giudecca in un vecchio palazzo che guarda alla laguna".
Ma “Rock Bottom” è anche “culo di pietra”: come si definisce con incredibile ironia, lui, giovane uomo costretto a vivere su una sedia a rotelle.
Il disco non andrebbe considerato come l'insieme di sei tracce, ma come un flusso continuo, come quelle correnti oceaniche che, viaggiando invisibili da un capo all'altro del pianeta, si immergono e riemergono dagli abissi.
"Sea Song", il preludio alla discesa, è quanto di più pacato e allo stesso modo inquietante si possa immaginare; si attraversa il grande portale delle barriere coralline e lì comincia la lenta discesa dell'uomo solitario.
Tastiere, percussioni, basso e una voce sottile sottile: di questo, apparentemente, è fatta questa canzone. Smontandola e rimontandola non si trova nient’atro che questo, eppure chiunque l’abbia ascoltata sa che non può essere tutto qui.
Un miracolo, una delle poche canzoni che riescono a rapirmi completamente: ogni volta che la sento, non posso fare altro che arrendermi, lasciare stare tutto e ascoltarla.
Questo disco è tutto così, un miracolo lungo 40 minuti.
Wyatt ci guida in quello che è poi un viaggio dentro se stesso: attraversa i fittissimi strati d'acqua, sempre più densi e dalla temperatura sempre più bassa: il gelo dell'anima, il fondo è toccato, il mondo a noi conosciuto finisce qui, con tutto il suo universo di suoni.
La rinascita dell'uomo nuovo (a me viene sempre in mente il finale "2001: Odissea nello Spazio" di Kubrick) passa attraverso il suo progressivo e inesorabile annichilimento. La catarsi del viaggio è compiuta, l'uomo nuovo ha definitivamente abbandonato il suo fardello di esperienze passate e può ricominciare la lenta risalita verso la superficie. La gioia di vivere ha salvato il viaggiatore che recupera la sua vita e i suoi affetti, tutt'altro che scontati.
Questo disco contiene mille e mille allegorie e non ne contiene nessuna; ognuno di noi ci troverà il proprio essere e la sua personale visione (tutte legittime); a patto di lasciarsi guidare da questa musica senza opporre alcuna resistenza, senza chiedersi troppi perché e senza prendersi mai troppo sul serio… rimanere flaccidi. È l'unico modo per uscire "indenni" da questa esperienza, con un briciolo di umanità in più.

You look different every time you come
From the foam-crested brine
Your skin shining softly in the moonlight
Partly fish, partly porpoise, partly baby sperm whale
Am I yours? Are you mine to play with?
Joking apart - when you're drunk you're terrific when you're drunk
I like you mostly late at night you're quite alright
But I can't understand the different you in the morning
When it's time to play at being human for a while please smile!
You'll be different in the spring, I know
You're a seasonal beast like the starfish that drift in with the tide
So until your your blood runs to meet the next full moon
You're madness fits in nicely with my own
Your lunacy fits neatly with my own, my very own
We're not alone
ogni volta che compari dalla spuma crespata del mare,
sembri diversa;
la tua pelle lievemente splendente al chiaro di luna,
in parte pesce, in parte delfino, in parte piccola balena.
sono tuo? sei mia? posso giocare con te?
a parte gli scherzi
sei meravigliosa, quando sei ubriaca (d'amore), quando sei stordita
mi piaci soprattutto a notte fonda
quando sei completamente assorta
ma stento a riconoscerti, di giorno, quando
anche solo per un attimo, è tempo di fingere di essere umana,
ti prego sorridi!
So che sarai diversa in primavera
Sei un animale che cambia con le stagioni
stella marina trasportata dalla marea
così finchè il tuo sangue scorre ad incontrare la prossima luna piena
la tua follia cosi nitidamente simile alla mia..
noi non siamo soli.
ogni volta che compari dalla spuma crespata del mare,
sembri diversa;
la tua pelle lievemente splendente al chiaro di luna,
in parte pesce, in parte delfino, in parte piccola balena.
sono tuo? sei mia? posso giocare con te?
a parte gli scherzi
sei meravigliosa, quando sei ubriaca (d'amore), quando sei stordita
mi piaci soprattutto a notte fonda
quando sei completamente assorta
ma stento a riconoscerti, di giorno, quando
anche solo per un attimo, è tempo di fingere di essere umana,
ti prego sorridi!
So che sarai diversa in primavera
Sei un animale che cambia con le stagioni
stella marina trasportata dalla marea
così finchè il tuo sangue scorre ad incontrare la prossima luna piena
la tua follia cosi nitidamente simile alla mia..
noi non siamo soli.
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