Cannibali
martedì, novembre 08, 2005
Ci sono persone che sono dotate, in dose smisurata, di una forma particolare di invadenza, quella che io chiamo “cannibalismo emotivo”: sono cioè persone che entrano prepotentemente nella tua vita, e cinque minuti dopo averti conosciuto si ritengono tue amiche, e si sentono in diritto di pervadere ogni aspetto della tua esistenza, senza nemmeno immaginare che tu possa non gradire la loro compagnia.
Nel loro modo di porsi è evidente l’adorazione che essi ripongono nel loro modo di vivere, ed è palese che non contemplino neppure la possibilità che tu possa seguire altre condotte, lontane dalle loro, che ritieni essere infinitamente più appaganti.
Loro di te non sanno nulla, non vogliono sapere chi sei, eppure sono curiose, nel senso più deleterio, di sapere tutto di te: dove lavori, quanto guadagni, dove abiti, vogliono conoscere la tua ragazza, i tuoi amici e parenti. Il loro non è un rapportarsi con l’altro, in quanto è bandito il confronto delle idee e delle esperienze, sostituito dal raffronto, la misurazione di chi ha di più, secondo la loro scala di valori. Sono costantemente alla ricerca di un tuo punto debole, una falla da poter riempire con il loro universo prefabbricato di certezze, infallibili ricette per il successo.
Quando ti parlano non fanno altro che mostrare, orgogliosamente esibire vuoti trofei.
Non cercano il dialogo, semplicemente lasciano delle pause, studiate, nel loro monologo, affinchè tu possa inserirti con l’unica domanda possibile, alla quale ti stanno già, trionfalmente, rispondendo. Le loro parole sono superficiali anche quando vogliono farti credere il contrario, se provi ad andare a fondo ti guardano inebetiti come a dire “cosa sta succedendo, qui?”
Queste persone non hanno dubbi, sanno ciò che è giusto e “ciò che sanno è giusto”.
A queste persone non piace stare da sole, amano essere circondate dalla loro corte, cercano sempre e comunque l’approvazione, l’appoggio incondizionato. Vogliono sentirsi al sicuro, vogliono stravincere, sono disposte a tutto, diventano cattive: hanno mutuato meschine tattiche di offesa dal mondo animale: come un branco di iene, individuano e isolano l’avversario più debole, lo accerchiano e lo colpiscono, a ripetizione, un morso a testa, lentamente, fino a fiaccare le difese della preda.
In comune con la iena hanno il ghigno perenne, sfrenato e incontenibile, maschera deformata e deformante, che le rende figure grottesche e un poco patetiche.
Queste persone ti impongono la loro presenza, ti offrono la loro amicizia, all’apparenza disinteressata ma grondante condizioni sottintese, e alla quale non è dato declinare, perchè hanno bisogno continuamente di nuove prede, carne fresca per alimentarsi e rafforzarsi, giorno dopo giorno. Sono cannibali di emozioni e sentimenti, si appropriano della tua linfa per poter continuare a prosperare nel loro castello fatto di niente.
Nel loro modo di porsi è evidente l’adorazione che essi ripongono nel loro modo di vivere, ed è palese che non contemplino neppure la possibilità che tu possa seguire altre condotte, lontane dalle loro, che ritieni essere infinitamente più appaganti.
Loro di te non sanno nulla, non vogliono sapere chi sei, eppure sono curiose, nel senso più deleterio, di sapere tutto di te: dove lavori, quanto guadagni, dove abiti, vogliono conoscere la tua ragazza, i tuoi amici e parenti. Il loro non è un rapportarsi con l’altro, in quanto è bandito il confronto delle idee e delle esperienze, sostituito dal raffronto, la misurazione di chi ha di più, secondo la loro scala di valori. Sono costantemente alla ricerca di un tuo punto debole, una falla da poter riempire con il loro universo prefabbricato di certezze, infallibili ricette per il successo.
Quando ti parlano non fanno altro che mostrare, orgogliosamente esibire vuoti trofei.
Non cercano il dialogo, semplicemente lasciano delle pause, studiate, nel loro monologo, affinchè tu possa inserirti con l’unica domanda possibile, alla quale ti stanno già, trionfalmente, rispondendo. Le loro parole sono superficiali anche quando vogliono farti credere il contrario, se provi ad andare a fondo ti guardano inebetiti come a dire “cosa sta succedendo, qui?”
Queste persone non hanno dubbi, sanno ciò che è giusto e “ciò che sanno è giusto”.
A queste persone non piace stare da sole, amano essere circondate dalla loro corte, cercano sempre e comunque l’approvazione, l’appoggio incondizionato. Vogliono sentirsi al sicuro, vogliono stravincere, sono disposte a tutto, diventano cattive: hanno mutuato meschine tattiche di offesa dal mondo animale: come un branco di iene, individuano e isolano l’avversario più debole, lo accerchiano e lo colpiscono, a ripetizione, un morso a testa, lentamente, fino a fiaccare le difese della preda.
In comune con la iena hanno il ghigno perenne, sfrenato e incontenibile, maschera deformata e deformante, che le rende figure grottesche e un poco patetiche.
Queste persone ti impongono la loro presenza, ti offrono la loro amicizia, all’apparenza disinteressata ma grondante condizioni sottintese, e alla quale non è dato declinare, perchè hanno bisogno continuamente di nuove prede, carne fresca per alimentarsi e rafforzarsi, giorno dopo giorno. Sono cannibali di emozioni e sentimenti, si appropriano della tua linfa per poter continuare a prosperare nel loro castello fatto di niente.
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