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L'isola di niente...

L'isola di niente è quella che hai trovato per caso, un giorno in cui non avevi nulla da fare. E' quel posto che ti fa sentire bene perchè lo senti solo tuo, in cui non c'è niente da vedere ma da cui tu puoi vedere tutto.
 

What did I learn of american culture some more...

lunedì, ottobre 15, 2007

XI) In America i taxi si chiamano alzando un dito verso l'infinito. Nonostante siano guidati da un uomo orrendo e maleodorante che ha riempito la macchina di ninnoli superstiziosi è, in realtà, un filosofo mancato che vi costringerà a rivedere TUTTA la vostra vita con una semplice frase, pronunziata, generalmente, mentre state pagando ("Amico, la vita non dà il resto"). Questo a meno che voi non siate un killer bianco e allora lui è un nero con la mamma malata per fare pendant. Naturalmente in Italia, cercando un taxi così c'è il serio rischio che l'autiere inchiodi e scenda di colpo per finirti con un colpo di mazza in faccia.

XII) In America non esistono ristoranti medi. Ci sono solo posti incredibilmente chic dove si va in rigoroso abito da sera (che lei possiede anche se è un'umile segretaria sottopagata e vessata), serviti e riveriti di tutto punto. È lì che succederà qualcosa di terribilmente imbarazzante per il protagonista maschile (lei si alza, lo schiaffeggia sonoramente, gli restituisce qualcosa e se ne va sculettando fighissima), o per tutti e due (assalto di banditi armati scopo rapina. Se sono neri anche stupro. Se sono "dell'Est" stupro e poi ci scappa il morto).

XIII) In America non esistono posti medi. Ci sono solo orribili tavole calde che hanno tutte lo stesso arredamento. Esse sono di pianta ellittica con il banco nel mezzo (a forma di ovale ma se ne vede sempre e solo metà) con tavoli lunghi e panche disposte a corolla di fiore attorno. Il caffè si beve diluito in cuccume che vengono lavate sporadicamente fra un film e l'altro. Alle spalle della cameriera (quarant'anni, capelli di un arancione inesistente in natura, troppo rossetto, cicca, esattamente come le suore o è troppo magra o è un po' sformata, si vede che nasconde un torbido passato), che si chiama o Doris o Dolores se siamo in California, c'è un tizio polacco con le braccia pelosissime che schiaccia hamburger su una piastra con la caratteristica paletta.

XIV) In America ci sono 812 stazioni di polizia per ogni strada di ogni città MA per risolvere un caso veramente tosto bisogna affidarsi alla voglia di riscatto di un vendicatore solitario. La parte più interessante è che costui può introdursi in un luogo circondato da TUTTE le uniformi possibili in assetto da guerra, dapprima indisturbato, poi, dopo che un comandante ottuso lo ha fatto riportare indietro ("Tu resti qui, capito?" indicando il pavimento dell'ufficio mobile che qui col cazzo che ce l'abbiamo, con tutti i marchingegni...), con il benestare della polizia ("Va bene, fatelo passare!" applausi del pubblico CHE SA CHI È, scambio di sguardi beffardo con l'ottuso di prima che, a un certo punto, lo punta con l'indice stringendo gli occhi "non finisce qui"). Una volta dentro demolisce TUTTE le suppellettili, tutti i computer, i vetri, i lampadari, i tappeti, i muri, le fondamenta, il tetto e massacra, da solo, almeno 20 persone con obici del 72 prima dello scontro finale con il cattivone (a cui viene garantita una morte perlomeno coreografica) dal quale esce, faticosamente, trionfante. E SE NE VA! Nessuno gli chiede un cazzo (vabbé, c'è lei che gli corre incontro e lo abbraccia piangendo e baciandogli punti strani le sopracciglia, il bicipite, uno spigolo del mento volitivo), nessuno paga i danni. A un certo punto la SWAT ha fatto irruzione scendendo dal tetto con i caratteristici caschi e facendo il caratteristico "HOP! HOP! HOP! HOP! HOP! HOP! HOP! HOP! HOP! HOP! HOP! HOP! HOP! HOP! HOP! HOP! HOP! HOP! HOP! HOP! HOP! HOP! HOP! HOP! HOP! HOP! "

XV) In America non esistono normali catene di benzinai, con le pompe perfettamente inserite nel paesaggio urbano oppure piccoli ipermercati lungo l'autostrada (ché questo sono, comunque, gli Autogrill). Esistono solo posti fetidi, dimenticati dall'universo che non si capisce di cosa campino. Sono abitati da un vecchio rincoglionito, la moglie sdentata che è armata ("attenti, la vecchia ha un fucile") e un figlio ritardato, che ha sempre una salopette, la camicia a scacchi come John Fogerty e il cappellino da baseball rosso con la visiera all'indietro, non fuma ma tormenta uno stuzzicadenti, ha la barba di due giorni SEMPRE. Poi, da qualche parte, anche quando non si vede, c'è una cugina porca e strafiga che vuole solo essere salvata da quel posto.

XVI) Siccome la strada è espressa in miglia, la benzina è espressa in galloni, così si legge "El Paso, 128 miles" e la traduzione dice "Mancano 205 chilometri", poi fa benzina e sulla pompa si legge "10 gallons" e lui si chiede "Basteranno 37 litri"? E il pubblico pensa: perdiana, un uomo così rapido nelle equivalenze non può essere malvagio.

XVII) La squadra d'assalto dei vecchi film di guerra è composta da O'Malley, Smith, Thompson (un nero), Ciuenlài, Rodriguez, Lemarque, Svaroski e... ho dimenticato qualcuno? Ah, sì, vieni pure tu Poretti. ("Ma ha solo 16 anni!" Lacrime di madre calabrese, con il velo nero e la parlata stentatissima pure se stanno in America da tre generazioni. Si capisce che puzza molto).

XVIII) A un certo punto, quando il giuoco si fa duro, il vecchio sergente burbero ma bonario si volta verso la recluta (il povero Poretti) e gli chiede "Hai paura? Non te ne devi vergognare. Anch'io - pausa - una volta - pausa - ho avuto - pausa, balbettìo come Fonzie quando non riesce a dire "mi dispiace" - ppp... paura. Sì, io: ti sorprende?" Segue aneddoto di quella volta che... FLASHBACK e gli ultimi avevano ancora le loro stesse unghie conficcate nelle gengive. Bastardi... Per questo ODIO tutti questi maledetti musi gialli. No, tutti tranne te, piccolo Ciuenlài...

XIX) In America gli infermieri sono medici specializzati, i medici specializzati sono stronzi, ottusi e pensano solo al golf.

XX) In America i neri sono ricchi, integrati, sposati a donne (nere) bellissime, hanno 8 figli (si sa che 'sti qua pensano solo a quello) e fanno professioni redditizie. Oppure sono emarginati che bevono una cosa bianchiccia da una bottiglia di plastica che vive in un sacchetto di carta marrone, delinquenti di piccolo cabotaggio, pronti al riscatto, innamorati di un irraggiungibile. Oppure, terza e ultima soluzione, lavorano nei film di Spike Lee interpretando l'uno o l'altro ruolo. Pare non esistano neri che hanno una pompa di benzina nel deserto (probabilmente li ammazzano) o gestiscano ristoranti chic (li infilzano) e se si tratta di stare fuori da un grosso palazzo con dentro i cattivi loro negoziano e non ammazzano che si sa che sti qua dicono dicono ma poi si cagano sempre sotto...

What did I learn of american culture.

martedì, ottobre 09, 2007

dopo una vita spesa a guardare in tv film e telefilm a stelle e striscie:

I) Uomo o donna che tu sia, se arrivati alla fine dei corsi nessuno ti invita al ballo del diploma faresti meglio a suicidarti: non avrai mai una vita sessuale e sarai sempre dileggiato dalla massa che vorresti compiacere.

II) Le prime fidanzatine si chiamano Mary Jane, Peggy Sue, Polly Jeane, Emmy Lou.

III) Gli uomini del Sud hanno tutti Lee come secondo nome (per dire, se nasci nel New Jersey ti chiami Jerry Lewis, se, invece, nasci in Louisiana ti chiami Jerry Lee Lewis).

IV) A scuola c'è sempre un bullo che ti scherza ma tu, dopo avere subito per un po' e avere mentito (orrore) ai professori e ai genitori troverai il coraggio di denunziarlo. Poi diventerete migliori amici e mai, neanche negli anni successivi, lui cercherà di aprirti il cranio con lo stecco di un mottarello.

V) Due uomini vicini di casa (o colleghi di lavoro) non si sopportano e, in una scena precedente, arrivano quasi alle mani, separati a stento. Ma bloccati in un ascensore / nel caveau di una banca / in una cantina impareranno a conoscersi e a rispettarsi appianando le rispettive divergenze. L'amicizia, in genere, scocca quando uno dei due estrae dal portafoglio le foto dei suoi diciassette figli. Pacche sulle spalle, sorrisi maturi.

VI) È importantissimo, anche a livello di riscatto sociale di razze che non avranno mai un cazzo dall'America, riuscire a preparare un buon saggio di danza di fine anno, rompendo le palle a tutta l'accademia perché in quei tre minuti c'è assolutamente bisogno di esprimersi proponendo L'UNICO fottuto genere musicale non ammesso (se, per assurdo, si potesse fare il metal direbbero che vogliono danzare sul canto gregoriano pur di litigare con un preside odioso che indossa un evidente parrucchino, un uomo adulto e responsabile che, in genere, viene messo in scacco da una grande verità - "Non siamo tutti soli" "Lei si crede importante ma sa che non è vero" "Il parmigiano nel pesto lo rovina" - buttata lì dalla ragazzina ribelle che se ne va e lui rimane solo con le mani giunte sulla cattedra e, in capo a due scene, si rimangia tutto quello che aveva detto fino a quel momento)

VII) TUTTI hanno cinque amici che incontrano, tutte le sere, nel medesimo bar dove tutti parlano dei cazzi propri con dialoghi surreali perché, se tutto fosse vero, loro si conoscono da anni e basta uno sguardo per intendersi ma lo spettatore no, quindi la tua amica per la pelle esclama "È vero, sono anni che dici che vorresti fare l'insegnante di aerobica"!

VIII) I cinque amici sono: un ragazzo estroso, anche troppo che è, in realtà, un debole con problemi familiari alle spalle / l'amica per la pelle, capelli di uno strano colore marroncino, non troppo bella, non ha fortuna con gli uomini / una nera o portoricana che, alla faccia degli stereotipi, è culonissima e pensa solo a mangiare cake / un gay atletico che fa una professione da gay (ballerino, commesso in un negozio di fiori / stilista / assistente di uno stilista) e che subirà un gravissimo sopruso che porterà l'amico numero uno ad abbracciarlo teneramente mentre piange rannicchiato in posizione fetale per poi subito mettersi a scherzare che non è mica una checca / una stronza o uno stronzo (il sesso è intercambiabile) devastante che, poi, si dimostra essere il più comprensivo/a di tutti/i

IX) Gli italiani sono tutti mafiosi (eh beh) ma soprattutto hanno cognomi che in Italia non esistono: Balboa, Rambo, COBRETTI, Sollozzo, Tessio, Fonzarelli, eccetera.

X) In qualsiasi modo il protagonista approcci la protagonista (non si può sbagliare: lei è il secondo nome in cartellone), fosse anche urtandola, sbattendola a terra, prendendola a calci nello stomaco, urlandole "Brutta zoccola di merda", ci finirà a letto entro due inquadrature legandola a sé di un amore un po' morboso ma indissolubile.

Verità sparse



Visto che siamo autoreferenziali:

Non è vero che "le donne amano di più e più spesso": le donne amano molto raramente come gli uomini, solo che chiamano amore anche la lussuria.

Gli uomini di norma hanno voglia di scopare (come le donne): i maschi che non ci riescono, si illudono di avere un qualcosa di più, o peggio, di volere qualcosa in più.

L'amore, dicevo, è raro in entrambi i sessi: il modo maschile di amare è infinitamente più tenero, mentre le donne sono per natura spietate. Un misto di cavalleria e di femminismo ha consolidato l'idea che questo significa che gli uomini sono fessi e le donne astute: è una gran palla. Del resto gli uomini (che anche per questo vengono detti fessi), dopo l'infanzia, conservano in media un numero maggiore di interessi e passatempi rispetto alle donne, che invece dalla prima media o giù di lì perdono pressoché qualunque interesse che sia diverso dagli uomini. Anche questo viene catalogato sotto stupidità maschile/astuzia femminile, ma pensare continuamente a scopà e nient'altro (cosa che stanno velatamente o meno facendo tutte le donne ogni volta che si comprano una scarpa o una mutanda o un rossetto) è avvilente, abbrutente, animale.

In generale, comunque, non c'è speranza per nessuno, solo caso.

I laureati sono in maggioranza degli idioti che credono di essere colti ma in realtà sanno solo due o tre cose.

I non laureati sono in maggioranza degli idioti che credono che la cultura non serva e sanno due o tre cose in meno.

Il lavoro, la fatica, la sofferenza, la fame, la povertà non nobilitano l'uomo, ma lo abbrutiscono.

L'ozio e l'agiatezza sono il massimo della virtù e della vita stessa. Quelle concezioni lì sono contentini che noi poveri mortali ci diamo, piccole pacche sulle nostre curve schiene di lavoratori. Io adoro l'ozio, quando posso non fare un cazzo di niente, leggere quello che mi pare, ascoltare dieci milioni di dischi, mangiare e lasciarmi sprofondare nel sonno senza manco arrivare al letto, sono vicino alla condizione di Uomo-Sole.

La fortuna conta più del talento.

Quando il talento viene premiato, è un caso, dunque è fortuna anche in quel caso.

Per ora non ho altre verità inconfutabili.


 
   





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