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L'isola di niente...

L'isola di niente è quella che hai trovato per caso, un giorno in cui non avevi nulla da fare. E' quel posto che ti fa sentire bene perchè lo senti solo tuo, in cui non c'è niente da vedere ma da cui tu puoi vedere tutto.
 

Thanks to...


Oggi ho pianto.
E’ venerdì, e questo normalmente basterebbe a rendere speciale e carica di favolosi presagi anche una tempesta di sabbia o un’invasione di cavallette; In effetti mi sono alzato particolarmente di buon umore, mi son fatto la barba e ho persino pensato, allo specchio, di non essere niente male, davvero niente male.
Arrivo al lavoro: arrivo presto, di proposito, e giro per tutta l’azienda deserta: gli uffici, i reparti, il magazzino; camminare mi aiuta ad appropriarmi dei luoghi, percorrere una strada per impossessarsene, bella sensazione.
Poi si comincia: giornata tranquilla, niente di particolare, e poi è venerdì, che diamine, mica può andare storto qualcosa, di venerdì.
Ma il destino è cinico e baro non per niente, e così apro la posta, e ci trovo una mail di un amico che si laurea, e che manda a tutti i ringraziamenti della sua tesi, così che chiunque, anche chi non può assistere, possa leggerli.
Un gesto bellissimo, semplice ma bellissimo.
Eppure ho pianto.
Quel gesto mi ha inchiodato al muro dei rimorsi, costringendomi a guardare fisso tutto quello che non sono, tutto ciò che ho deliberatamente lasciato per strada, tutto ciò a cui, più o meno consciamente, ho rinunciato, sacrificato sull’altare di un vuoto viversi addosso.
Ho guardato in faccia il mio io e ho visto, con orrore, l’assenza di emozioni.
A doverlo spiegare, non saprei nemmeno dire cosa, più di altro, mi abbia gettato in tale sconforto: non so se il contenuto (non sono nemmeno riuscito a finirlo tutto), sicuramente il gesto in sè, perchè sostenuto da un pensiero forte, da un sentimento, che sfonda il muro del compiacimento e vuole raggiungere davvero qualcuno, al di fuori di sè.
Ho pianto perchè ho sentito, come un nervo scoperto, il dolore per qualcosa che non ho.

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